Riscatto della Laurea: Come Funziona e Come Farlo

riscatto della laureaIl riscatto della laurea è una pratica consentita dalla normativa vigente che permette di aumentare la pensione (mediamente, del 5-10% superiore al suo valore) o anticiparne i termini. Con essa è infatti possibile fare in modo che gli anni trascorsi all’università fino al completamento della laurea, vengano conteggiati come anni di lavoro. Con la pensione che si ottiene ad un’età sempre più avanzata (per chi avrà questa fortuna!), con un assegno inferiore rispetto agli anni passati, molti pensano a riscattare gli anni di laurea, così da avere la possibilità di lasciare il lavoro un po’ prima e con un importo più alto. Riscattando gli anni di laurea, in pratica, si trasformano quegli anni in un periodo di contributi utile ai fini della pensione. Ovviamente il tutto non è gratis, anzi. Vediamo di cosa si tratta e come funziona.

Riscatto della Laurea: Come Funziona

Il riscatto della laurea è ovviamente valido a condizione che l’interessato abbia conseguito il titolo di studio. Il servizio è infatti rivolto a tutti coloro che abbiano conseguito una laurea o titolo equipollente: ciò significa lauree brevi, diplomi di specializzazione (di durata non inferiore ai 2 anni) e dottorati di ricerca. La richiesta è esercitabile anche dai soggetti inoccupati che, al momento della domanda, non risultino essere stati mai iscritti ad alcuna forma obbligatoria di previdenza e che non abbiano iniziato l’attività lavorativa in Italia o all’estero. Ad ogni modo, per riscattare gli anni della laurea, dovrete innanzitutto verificare di essere in possesso di alcuni requisiti fondamentali. A questo proposito, vi rimando al sito dell’INPS e al relativo regolamento. Fatto questo, la domanda per riscattare la laurea può essere presentata all’INPS in modalità telematica. A tal proposito, l’ex studente dovrà richiedere preventivamente un codice PIN e accedere al sito dell’ente previdenziale con un account personale. Il modulo apposito da compilare si trova nella “sezione blu dei Servizi Online per i Cittadini“.

Quanto Costa

Ora veniamo al tasto dolente! Riscattare la laurea comporta ovviamente il pagamento di un corrispettivo in denaro, che è abbastanza sostanzioso. Questo viene calcolato sulla base delle norme di volta in volta vigenti in materia pensionistica: ad oggi, la somma da corrispondere è pari al 33% dello stipendio lordo percepito dal richiedente al momento in cui presenta la richiesta (secondo la regola del sistema contributivo). Per coloro che invece presentano domanda anticipata (cioè prima di aver versato anche un solo contributo), l’importo verrà calcolato con riferimento all’imponibile di base degli “iscritti alla gestione dei commercianti”. Ad ogni modo, considerate che ogni anno questo valore è soggetto a variazioni.

Visto il costo decisamente alto per il riscatto della laurea, dal 2008 è in vigore una normativa che prevede delle agevolazioni molto interessanti. La somma totale, ad esempio, può essere rateizzata in 120 rate mensili, alle quali non viene applicato alcun interesse. Tuttavia, si è comunque liberi di estinguere il proprio debito in ogni momento o diminuire il numero delle rate, sempre senza alcuna maggiorazione. Dal punto di vista fiscale invece è riconosciuta la deducibilità totale di quanto corrisposto a titolo di contributo pensionistico.

Riscatto…Gratis?

E di questi giorni la notizia che il governo sta studiando la possibilità di poter riscattare la laurea gratis. La proposta è stata lanciata dal sottosegretario all’Economia, PierPaolo Baretta, che ha dichiarato di voler anticipare i contributi a coloro che hanno terminato un percorso universitario. Il nocciolo della proposta sta appunto nell’anticipare alcuni anni di contributi ai più giovani, evitando cosi di ricevere in futuro una pensione troppo bassa.

Come ben sappiamo, oggi ci sono due modi per poter andare in pensione:

  • pensione anticipata;
  • pensione di vecchiaia.

Nel primo caso, se la proposta del riscatto gratis verrà approvata dall’Inps, sarà possibile accorciare gli anni di contributi di un periodo compreso fra 3 a 5 anni, a seconda di quanto è durato il corso di studi. Nel secondo caso, invece, per richiedere la pensione di vecchiaia bisognerà aver maturato almeno 20 anni di contributi ed aver raggiunto il 66° anno di età. Quindi se la proposta diventerà realtà, sarà possibile avere una pensione più alta riducendo di conseguenza gli anni lavorativi.

Tuttavia, anche se la proposta passasse, non tutti potranno richiedere il riscatto della laurea gratuitamente! Per richiederlo, infatti, bisognerà essere in possesso di alcuni requisiti essenziali. Secondo la proposta del sottosegretario Baretta, potranno richiedere il riscatto della laurea solo gli studenti nati tra il 1980 e il 2000, mentre non potranno usufruire di questo beneficio gli studenti fuori corso. Si sta inoltre discutendo se il riscatto gratis dovrà avere un valore retroattivo oppure consentirlo solo a coloro che si iscriveranno all’università a partire dal 2018. Staremo a vedere.

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