Bisogni delle istituzioni scolastiche di fronte a disabilità e bisogni speciali

Il presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Insegnanti e Formatori (Anief), Marcello Pacifico, ha più volte puntato il dito contro una carenza evidente nelle scuole italiane primarie e secondarie di I grado: mancanza di personale docente formato e preparato per sostenere l’insegnamento degli alunni aventi disabilità. Riportiamo uno stralcio di una sua denuncia: “quando per anni si verifica che il numero degli studenti con un handicap certificato aumenta, lo Stato non può fare finta di niente e tenersi quel numero di insegnanti, deve adeguare gli organici”.

 

Bisogni educativi Speciali (BES)

Nel corso degli anni sono aumentati anche gli alunni che, non solo hanno delle disabilità, ma hanno disturbi emotivi specifici come disturbi dell’apprendimento, o altre patologie importanti. Vanno anche annoverati tra alunni con necessità particolari coloro che provengono o da contesti socio-culturali svantaggiati o alunni stranieri che non conoscono la lingua e la cultura italiana.

 

Cosa si è fatto per arginare il problema?

Si è cercato di agire in diverse direzioni.

 

  1. È del 2012, introdotto dalla Direttiva sui BES del 27/12/12 e dalla CM del 6/03/13, la creazione del PAI, Piano annuale per l’inclusione. È un documento che inquadra lo stato dei Bisogni educativi e formativi della scuola e le azioni che si intende attivare per fornire delle risposte adeguate.

 

  1. In secondo luogo, si sono impiegati docenti non specializzati nell’attività di sostegno: ben 107 mila nell’anno scolastico 2020-2021, con una crescita positiva rispetto ai 22 mila specializzati registrati nell’anno scolastico 2017-2018.

 

  1. In ultimo, si utilizzano gli specializzati all’estero secondo le direttive europee 2005/36/CE.

 

 

La direttiva europea 2005/36/CE e D.L. 11/2007 n. 206

La direttiva europea si snoda sull’argomento del riconoscimento delle qualifiche professionali acquisite in Stati membri dell’Unione europea. Tale direttiva è stata recepita in Italia attraverso il Decreto Legislativo 11/2007 n. 206.

 

Cosa ha permetto tale normativa?

 

Viste le limitazioni alle frequentazioni per corsi sul sostegno, i docenti aspiranti hanno dovuto conseguire il titolo accademico all’estero con conseguenti lunghe permanenze all’estero (solitamente 7/8 mesi).

Una volta ottenuto il titolo, si inserivano nelle graduatorie provinciali con riserva nei relativi elenchi in I fascia.

Solo per fare un esempio: le graduatorie per i docenti di sostegno di Trapani e Reggio Calabria vedevano la metà degli iscritti aver conseguito la specializzazione all’estero (Spagna e Romania).

 

 

Una nuova opportunità

È degli ultimi anni una nuova opportunità: si è concesso ad alcune università estere la possibilità di erogare tali corsi sul sostegno direttamente in Italia. In questo modo si apre una strada ulteriore per coloro che hanno conseguito una laurea triennale o magistrale e desiderano specializzarsi nel sostegno.

Non più la necessità di trasferirsi all’estero, costo che non tutti potevano permettersi, ma la possibilità di specializzarsi direttamente in Italia.

Ad oggi, questa nuova formula è possibile con Abilitati al Sostegno presso sedi autorizzate in Campania, ad Angri, Aversa, Salerno e Napoli. Sedi sono invece in corso di autorizzazione a Roma, Casoria, Frattamaggiore, Pozzuoli, Sant’Antimo, Caserta e in molte altre località.
Per maggiori informazioni sulle procedure per conseguire l’abilitazione con una Università estera direttamente in Italia è possibile contattare “Abilitati al Sostegno” a info@abilitatialsostegno.it

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