Frequentare Gli ITS Per Trovare Lavoro

Secondo una  ricerca molto interessante, condotta da INDIRE (Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa), gli ITS (Istituti Tecnici Superiori) offrono corsi di specializzazione paralleli a quelli universitari, ma rivolti ad un’istruzione soprattutto tecnica e professionale che ha l’obiettivo di preparare i giovani al mondo del lavoro.

Secondo l’indagine di INDIRE, sembrerebbe che tale obiettivo sia stato raggiunto! Infatti, quasi il 65% dei corsisti ha dichiarato di aver già trovato un lavoro. Quindi, gli ITS potrebbero diventare il modello da seguire e da attuare il prima possibile in tutte le scuole superiori. Tuttavia, queste realtà formative (che sono molto “radicate” con le aziende del territorio), sono ancora semi-sconosciute: in Italia sono presenti solo 7.000 corsisti, anche se da qualche anno si è registrato un boom di iscrizioni.

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Gli Istituti Tecnici Superiori hanno quindi conseguito buoni risultati in termini occupazionali.

I 2/3 degli iscritti hanno trovato lavoro i un’azienda o ente del settore: ciò significa che questo “super diploma” dimostra di essere più efficace della laurea trovare oggi lavoro. Secondo il rapporto Alma Laurea del 2013, infatti, i laureati che si definiscono occupati ad un anno dalla laurea sono appena il 44%.

Pare che il successo conseguito abbia spinto il Miur a considerare l’idea di prendere a modello questi percorsi di formazione per avviare il progetto di alternanza scuola-lavoro annunciato dal governo con la riforma denominata “La Buona Scuola“. Questa prevede, nel triennio delle scuole tecniche e superiori, la possibilità di ore di stage presso aziende oltre alla formazione in aula e in laboratorio, ma che è stata molto criticata dagli studenti.

Ad ogni modo, i corsi ITS sono frequentati solitamente da diplomati (circa il 96%) tra i 20 e i 24 anni. Tuttavia, non mancano i laureati (4%) che hanno difficoltà a trovare lavoro. Il settore più scelto dagli studenti è sicuramente il Made in Italy. Molto frequentati anche i corsi nel settore della Mobilità Sostenibile e dell’Efficienza Energetica. Tuttavia, è da ricordare che i corsi con più iscritti sono anche quelli più numerosi. Per 111 corsi attivati per il Made in Italy, infatti, sono solo 11 quelli per le Nuove Tecnologie per la Vita.

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Purtroppo, il punto debole degli ITS è tutt’oggi la scarsa e non uniforme diffusione sulla penisola. I corsi si concentrano soprattutto al Nord, con la Liguria al primo posto (34 corsi attivi). Subito dopo la Lombardia (32) e a seguire il Veneto (30). In Umbria sono solo 5, mentre sono 2 in Sardegna e appena 1 in Molise. Ogni regione presenta una differente concentrazione di corsi a seconda del settore, a testimoniare il forte legame con il territorio e con i campi di produzione più sviluppati della zona.

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